L’acqua che cura

Dopo una lezione sugli Shatkarma ( le 6 azioni di purificazione ), mi è capitato tra le mani un libricino molto interessante, sul valore dell’ acqua per gli indiani e più nello specifico sull’importanza che gli Yogi danno all’acqua intesa come purificazione e miglioramento del corpo, ma anche dello spirito, captandone e cogliendone il valore.

Scopo di questo articolo è aggiungere, oltre le sei azioni di purificazione, che comunque non comprendono metodi di pulizia e purificazione solo con l’acqua, ma anche altri metodi usati dagli yogi attraverso l’utilizzo dell’acqua e non.
Un piccolo valore aggiunto a tutto ciò che già conosciamo sulle tecniche di purificazione con l’acqua.

Shatkarma

Già nelle Upanishad erano presenti e segnalati come veri metodi scientifici di purificazione degli organi, dei condotti nasali, stomaco, bocca, intestino, occhi ecc..
6 metodi di azioni attraverso la quale purificarsi e permettere ai canali quali Ida, Pingala, di liberare il passaggio del prana ( energia vitale ) donando equilibrio dal punto di vista psico/fisico l’individuo che le pratica.
Eccoli:
1) Neti: che comprende Sutra neti, cordicino che che passa attraverso le narici e scende nella bocca permettendo così la pulizia del passaggi nasali. E Jala neti, che consiste nel passaggio di acqua tiepida tendente al caldo da una narice all’altra attraverso l’utilizzo della lota, piccola brocca con imbuto da infilare nel naso.
2) Dhauti: diverse tecniche per la pulizia suddivise in 2 gruppi, Antar Dhauti ( purificazione interna ), Sirsha Dhauti ( pulizia della testa ). Le tecniche di purificazione interna sono 4 e puliscono l’intero tratto digerente ( 1- Shankaprakshalana e Laghu Shankaprakshalana: pulizia dell’intestino con l’acqua ) (2- Agnisar kria: l’attivazione del fuoco digestivo ) (3- Kunjal Kria: pulizia dello stomaco con l’acqua ) (4- Valsara: pulizia dell’intestino per mezzo dell’aria ).
3) Nauli: tecnica per massaggiare l’addome e gli organi addominali interni, attraverso l’uso di Uddhiana Banda, metodo di respirazione che permette questo massaggio addominale.
4) Basti: tecnica per pulire la parte ultima dell’intestino attraverso un tubicino lubrificato infilato nell’ano, praticando l’Uddhiana Banda, prima fase del Nauli.
5) Trataka: Per proteggere i condotti oculari, questa tecnica consiste nel fissare un punto piccolo fin quando l’occhio non lacrima. Protegge dalle malattie degli occhi e combatte la pigrizia. Pare che questa sia una pratica da mantenere segreta.
6) Kapala Bhati: significa “ far brillare la testa “, detta anche “ respirazione del mantice “ tecnica respiratoria per attuare una purificazione al cervello, ossigenando i tessuti, purificando i condotti nasali e tonificando la cintura addominale.

La cura dell’acqua secondo lo Yoga

“ L’acqua, l’aria e il sole sono i più grandi doni elargiti dalla Natura all’Uomo.
Quando le persone avranno imparato a servirsene, questi tre rimedi naturali, saranno in grado di sconfiggere le malattie.”
( Yogi Ramacharaka )

Il sistema per raggiungere il benessere psicofisico in India è l’Hata Yoga nelle sue svariate forme, ed insieme vi troviamo varie fasi di rilevante importanza per lo yogi indù. Tra queste, la cura dell’acqua e con l’acqua.
In una parola: idroterapia.
Anche in occidente molte pratiche con l’acqua sono conosciute e vengono praticate, con la differenza che gli indiani la valorizzano e ci studiano abbinandola all’energia vitale che è chiamata Prana. Il collegamento tra acqua e Prana è imprescindibile. Il Prana si trova ovunque, quindi anche nell’acqua. Se non vi è Prana, non vi è vita. Il Prana viene assimilato molto più facilmente da chi ne riconosce l’esistenza.
Nel caso dell’acqua, il Prana ne permea ogni goccia.
Tuttavia l’acqua corrente ne contiene una quantità molto superiore, rispetto a quella stagnante o ferma ( come nelle cisterne, come l’acqua bollita o semplicemente dentro una bottiglia da mesi ).
Si può comunque ridare all’acqua il Prana perduto, facendole prendere contatto con l’aria: ad esempio vuotandola da un recipiente all’altro come un bicchiere. Vuotandola diverse volte da un bicchiere all’altro l’acqua ( calda o fredda che sia ) avendo riacquistato energia vitale, risulterà anche più piacevole e stimolante.
Stessa identica situazione per i bagni caldi, con un recipiente si dovrebbe pescare l’acqua e ributtarla, in modo da ridarle vita durante il suo sonno nelle cisterne.
Lo Yogi è convinto che l’acqua sia il rimedio naturale più eccellente e che lo si possa usare illimitatamente sia fuori che dentro.
Egli considera l’acqua come il latte con cui Madre Natura allatta i suoi figli.
Ed ecco allora alcune semplici azioni ( oltre a quelle appena accennate ) per ritrovare il contatto con l’acqua quindi anche con la Natura.
Vari trattamenti con l’uso dell’acqua
Ovviamente, primo fra tutti e conosciuto è il bere molta acqua durante il giorno, in quanto il nostro corpo ne è formato per l’80%; anche attraverso di alimenti, quali frutta e verdura, che come ben noto di acqua ne contengono moltissima.
Non manca l’abitudine di bere acqua calda al mattino, calda o tiepida, ma comunque tendente al caldo. Questa abitudine, pulisce lo stomaco, rilassa sue pareti, ammorbidisce gli addensamenti a carico delle mucose, sciogliendole. L’acqua che calda che può variare da un bicchiere a mezzo litro, bevuta costantemente risolve problemi di cattiva digestione, dispepsia e debolezza di stomaco.
Il tutto, possibilmente con acqua pranata, come scritto precedentemente.
Molto importante anche la pulizia intestinale ( lavaggi interni completi, lavaggio interno all’ultima parte dell’intestino crasso, pulizia dell’intestino tramite esercizi e asàna specifice in correlazione al bere acqua calda, e un’altra forma per mantenerlo sano e pulito ).

L’USO DEL BAGNO

Già in antichità, gli indiani e non solo, si servivano dell’uso del bagno; ai tempi primordiali era addirittura un gesto dettato dall’inconscio, prima ancora che si scatenasse il pensiero dedicato al lavaggio, inteso come pulizia, immergendosi così in un mare, o ruscello che fosse. L’acqua dava ( e dà tutt’ora ) una sensazione di vitalità, prendendo la cosa come naturale, fin dall’infanzia.
Al di là delle virtù naturali e igieniche, gli antichi compresero le potenzialità dell’acqua come cura, applicata secondo certi criteri in una maniera che poteva addirittura curare.
Nasce così l’idroterapia.
La pelle, svolge un ruolo fondamentale eliminando i rifiuti dall’organismo, ed è quindi evidente quanto l’acqua sia importante per lo svolgimento di questo processo.
Il bagno assolve per la pelle la stessa funzione che il lavaggio al colon ha per l’intestino.
Un tipo di bagno, consiste nell’entrare in vasca con acqua alla temperatura corporea giusta e da in piedi con 2 guanti di spugna infilati nelle mani strofinarsi insaponandosi e dopo immergersi per risciacquare.
Il metodo Kneipp, ( preso comunque dagli indiani e riproposto ) consiste nel non asciugarsi dopo una doccia fredda e reinfilarsi gli abiti da bagnati, dando così un effetto di calore in tutto il corpo.
Il bagno molto caldo ha una procedura simile al bagno normale, con la differenza che l’acqua è molto calda, andrebbe fatto raramente e porta diversi benefici: effetto rilassante, rallenta la respirazione e la frequenza del poslo, rilassa i muscoli e addolcisce le parti dure dell’epidermide.
Mentre il bagno freddo rinvigorisce e tonifica, fa passare il freddo, ma andrebbe fatto solo da persone che non hanno disturbi fisici, ai bambini e a donne particolarmente debilitate. Le modalità possono essere ad immersione, spruzzo, vuotandosi brocche di acqua fredda addosso e più conosciuto in occidente sicuramente la doccia fredda. La temperatura va comunque regolata sulla base della sensazione dell’epidermide.
Tonificante e rinvigorente anche il bagno rapido a mano: con una bacinella piena d’acqua, raccogliere l’acqua e passarla in tutto il corpo sfregandosela.
La stretta connessione tra piedi e sistema nervoso ci ricorda inoltre l’importanza del pediluvio che viene confermata dalla piacevole sensazione dell’immersione in acqua fresca, rinvigorente, o calda, rilassante, anche con l’uso di oli essenziali.

GLI IMPACCHI

L’impacco del lenzuolo bagnato, antichissimo metodo indiano, ora usato anche in occidente, anche negli ospedali per la sua semplicità di metodo e i suoi vantaggi.
Si tratta di avvolgere la persona in un lenzuolo bagnato e strizzato con acqua a temperatura ambiente. All’esterno lenzuola di flanella e panni avvolgeranno tipo mummia la persona, lasciandole fuori la testa tenendocela dai 30 ai 45 minuti. A fine trattamento una doccia tiepida e una leggera frizionata con acqua fredda avrà eliminato del tutto le tossine e scorie, visibili anche dall’ingiallimento del lenzuolo. Questo impacco, può essere effettuato a metà corpo, ovvero al busto, dal tronco alle ascelle, questo per una persona che è troppo debilitata per sostenere l’impacco completo.
Un’altra variante vuole lo stesso identico impacco ma facendo bere acqua calda alla persona sotto impacco, almeno per un ora avvolta nelle coperte, questo ha un effetto sudorifero, ma molti medici ritengono esagerata la pratica e consigliano la prima versione.
Il fomento è un applicazione locale utilizzata con panni caldi che avvolgono una determinata zona dolente, non serve quindi per eliminare tossine, ma per indurre un afflusso supplementare di sangue che con l’innalzamento della temperatura, produce un effetto calmante, decongestionante.
Queste fasciature, vengono usate o con panni o con pezze di cotone sulla base dei trattamenti specifici da seguire.
Grandi benefici infine, nel frizionare gli organi sessuali, sciacquandoli con acqua fredda.
Si dice che, grazie a questa pratica, gli organi sessuali conservano la loro vitalità fino ad età avanzata, o si ricupera il vigore perduto. Grazie ad una riattivazione della circolazione negli organi sessuali, per merito dell’acqua fredda, che comporta tono e vigore.Data la connessione tra vita sessuale e sistema nervoso, laddove si sta bene sessualmente si attiva un migliore funzionamento dell’intero organismo.
Ultimo, ma non per importanza, la “mezza passata” che gli indiani utilizzano lavandosi con una spugna la sera dalla vita in giù e la mattina dalla vita in su, creando un buon sonno la notte e una grande energia di giorno.

Gli organi interni, da in piedi, restano appesi all’organismo, immergendo il corpo nel bagno invece fluttuano, grazie all’azione idrostatica. In particolare milza, fegato, intestino e polmoni che non si schiacciano più uno sopra l’altro, creano spazio tra di loro e quindi i rilassano.
Pare ovvia l’importanza del bagno e di tutti processi per mezzo dell’acqua.

Per approfondire: “ La cura dell’Acqua “ di Yogi Ramacharaka, edizioni Venexia.

Silvia Tonelli-Insegnante Yoga

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