Gli Asana da dove vengono e la loro importanza

In Occidente, gli aspetti più conosciuti dello Yoga sono le posizioni che in sanscrito conosciamo come Asanas.
Quando frequentiamo una lezione o una scuola di Yoga, quello che ci aspettiamo è di eseguire sequenze di posizioni fisiche, respirazioni e, in alcuni casi, esercizi di meditazione.
In realtà la posa più antica dello Yoga, considerata la principale, è quella seduta per meditare, chiamata “fior di loto”. In testi antichi, su affreschi in caverne dell’Himalaya tutte le raffigurazioni degli Yoga sono state trovate in questa posizione.

Cosa è successo? Come siamo arrivati a uno Yoga così diverso? Dall’antichità fino agli inizi del Novecento lo Yoga era una pratica tenuta segreta e tramandata da maestro a discepolo. Lo Yoga esplose come cultura e stile di vita tra il 1920-’30 prima in India, poi in America ed Europa. Negli anni Settanta si iniziano a trovare anche i primi insegnanti “non indiani” e, pian piano lo Yoga diventa un’industria gigantesca. Ad oggi donne e uomini praticano lo Yoga basandosi all’85/90% sulle pose.

I testi cosa dicono?

Gli Yoga Sutras di Patanjali, datati più di 2000 anni fa, descrivono lo Yoga in otto passi, le pose sono al terzo posto. Patanjali, nei suoi sutra, parla semplicemente della posizione seduta a schiena eretta, per meditare. Questa deve essere comoda e confortevole, poiché bisogna riuscire a mantenerla per molte ore senza muoversi.
Mille anni più avanti nasce l’hatha yoga, focalizzato sulle pose, il cui testo principale è l’Hatha Yoga Pradipika del XV secolo, scritto da Svatmarama. In questo testo vengono descritte quindici posizioni:svastikasana, gomukhasana, virasana, kurmasana, kukkutasana, uttaana kurmasana, dhanurasana, matsyendrasana, pashimottanasana, mayurasana, shavasana, padmasana, siddhasana e bhadrasana.
Tutte le posizioni Yoga, anche quelle più attuali, oltre a dare molteplici benefici, devono essere praticate per avere una postura eretta, per essere in salute e sentirsi leggeri e per preparare il corpo alla meditazione. In questo testo troviamo anche esercizi di respirazione (pranayama), i sigilli energetici usati nello yoga (mudra) e delle tecniche di purificazione (kriya).
Un altro testo importante è la Shiva Samhita (scritto da anonimo tra il XVI e il XVII secolo) il quale elenca quattro pose principali: siddhasana, padmasana, ugrasana e svastikasana.
Sempre nello stesso periodo viene scritta la Gheranda Samhita che viene considerata l’enciclopedia delle pose di Yoga. Questo testo è scritto da Gheranda e dal suo discepolo. Qui troviamo un elenco di trentadue pose di Yoga, e gli altri passi descritti da Patanjali. Secondo Gheranda esistono nell’universo 8,400,000 pose Yoga descritte da Shiva, che corrispondono alla quantità di specie viventi. Tra queste ce ne sono 84 considerate le migliori, di cui 32 sono state “donate” alla specie umana.
Ecco le posizioni yoga descritte nella Gheranda Samhita: siddhasana, padmasana, bhadrasana, muktasana, vajrasana, svastikasana, simhasana, gomukhasana, virasana, dhanurasana, mritasana, guptasana, matsyasana, matsyendrasana, goraksha,
pashimottanasana, utkatasana, sankata, mayura, kukkuta, kurma, uttanakurma, uttanamanduka, vrikshasana, manduka, garudasana, vriskha, salabhasana, makarasana, ushtrasana, bhujangasana e yogasana.
La maggior parte delle pose ritrovate in questi testi vengono eseguite da seduti. Queste pose sono ancora praticate oggi ma, se pensiamo a una classe di Yoga “moderna” sono eseguite a un ritmo più veloce e nella maggior parte del tempo in piedi.

L’importanza delle pose 

persone si avvicinano allo Yoga per motivi di salute, mal di schiena, ricerca di serenità e tranquillità. Altrettanti sono coloro che praticano per rafforzare il corpo, renderlo più flessibile e scolpito. Qualunque sia il motivo per cui facciamo Yoga, sicuramente ne trarremo beneficio. In origine, le pose venivano fatte per preparare il corpo e la mente alla meditazione; adesso, capita sempre più spesso che si pratichino per guarire un problema alla schiena o per avere il fisico perfetto per l’estate.
Detto questo, le pose sono essenziali per una pratica di Yoga completa poiché fanno parte degli otto passi dello yoga descritti da Patanjali (Yamas, Nyamas, Asanas, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi). Le pose, o asanas, oltre quindi a preparare alla meditazione, servono per purificare corpo e mente. Chiunque abbia mai provato una lezione di Yoga avrà notato che può essere più faticosa di una lezione in palestra e lascia in seguito un senso di pace e leggerezza. Questo accade anche se molte pose sono state inventate negli ultimi decenni e hanno poco a che fare con le più tradizionali dei testi sacri.
Partendo dal presupposto che ormai ci sono migliaia di pose “sul mercato”, ognuna di queste ha le sue caratteristiche e i suoi benefici, e nessuna può escludere l’altra, ma possono essere sostituite in base alle proprie esigenze.

Yoga vs Ginnastica

La differenza tra una lezione di ginnastica e un esercizio svolto durante lo Yoga è che dobbiamo, durante quest’ultimo, concentrarci su ogni piccolo movimento, focalizzarci su una respirazione lunga e lenta ed essere consapevoli di quello che stiamo facendo, ascoltando il nostro corpo.
Nello Yoga non è importante quante pose fai durante la lezione o se riesci a toccarti i piedi con le mani, ma l’atteggiamento che abbiamo nel farlo. Se mentre fai yoga pensi alla spesa da fare dopo la lezione stai facendo ginnastica, se invece riesci a essere concentrata sul corpo e sul respiro, stai facendo yoga. Questa consapevolezza ti consentirà di essere più attenta al tuo corpo e otterrai maggiori benefici a livello fisico, di sistema nervoso e psichico, sentendoti più rilassata ed equilibrata.

Benefici

I benefici di una costante pratica di posizioni yoga sono veramente tantissimi e personali. Qui alcuni dei più comuni:
• Rafforzamento della muscolatura;
• Muscolatura più elastica;
• Maggiore flessibilità;
• Equilibrio e armonia interiori;

• Elimina tossine;
• Migliora l’autostima;
• Aiuta ad aumentare la concentrazione;
• Diminuisce lo stress;
• Diminuisce l’ansia;
• Attiva il sistema nervoso parasimpatico e rilassa;
• Aiuta ad avere più controllo sulla mente e sul corpo;
• Aumenta l’energia e la vitalità;
• Rende più creativi;
• Aiuta a riequilibrare il peso.

Avvertenze

Quando facciamo Yoga in una classe, con un maestro o a casa, dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo facendo e del motivo che ci spinge. Prima di tutto dobbiamo conoscere il nostro corpo e i nostri limiti, osservare in ogni momento e in ogni posa se sentiamo dolore o se è piacevole. Dobbiamo far sì che la pratica sia come una medicina, e incorporare sempre respiri lunghi, lenti e profondi, così da evitare di farci male.
Quando sentiamo che una posa provoca dolore, dobbiamo uscirne immediatamente e farci indicare una più adatta a noi, con gli stessi benefici. Bisogna fare molta attenzione alle giunture e alla schiena. Non dobbiamo mai forzarci o essere tesi in una posa poiché questo darà risultati opposti a quelli per cui pratichiamo yoga, rischiando di fare dai danni invece che guarirci.

Cibo per la mente

Lo yoga, tra cui anche le pose, sono stati creati per trovare l’unione tra il corpo e la mente. Yoga vuol dire “unione”. Nella vita moderna siamo costretti a passare la maggior parte del tempo nella nostra testa a prendere decisioni, ad avere opinioni, giudizi, ecc. Trascuriamo il tempo da passare nel corpo, ad “ascoltare” le sensazioni, assaporare le emozioni che proviamo, gustare il cibo e gli odori nell’aria. La pratica fisica di yoga ci aiuta proprio a riunire il corpo e la mente, e portare questa nuova forma nella quotidiano. Così la nostra vita sarà più piena e completa. Prova ogni tanto, durante il giorno, a portare l’attenzione alla tua parte fisica e vedi cosa succede.

Birgit Kunzli
Insegnante Yoga
www.birgitkunzli.com